lunedì 13 maggio 2019

IL CONCETTO DI TRASCENDENTALE: 

Kant definisce trascendentale l'interrogativo su come siano possibili i giudizi sintetici a priori, o su come sia possibile la conoscenza scientifica. ---> "trascendentale"---> ogni conoscenza che si occupi in generale, non tanto di oggetti, quanto del nostro modo di conoscere gli oggetti nella misura in cui questo dev'essere possibile a priori.

Il trascendentale indica l'ambito dei presupposti gnoseologici che rendono possibile la conoscenza e la costituzione del mondo fenomenico, cioè del mondo così come appare, si organizza e struttura in relazione all'uomo.

giovedì 9 maggio 2019

KANT: I GIUDIZI DELLA SCIENZA E LA "RIVOLUZIONE COPERNICANA"

Nella CRITICA DELLA RAGION PURA si afferma che occorre condurre un'analisi sui fondamenti della conoscenza al fine di appurare quali sono le condizioni di possibilità della scienza e capire se è possibile una metafisica come scienza --> a questo scopo si analizzano le proposizioni della scienza(i giudizi).

Si sostiene che i giudizi si distinguono in tre tipologie:
  • analitici --> in essi il predicato esplicita solo il contenuto del soggetto, possiedono universalità e necessità ma non accrescono il sapere;
  •  sintetici a posteriori --> in essi il predicato aggiunge novità al soggetto, accrescono il sapere ma sono particolari e contingenti;
  • sintetici a priori --> accrescono il sapere (essendo sintetici), sono dotati di universalità e necessità (essendo a priori). 
 Nei giudizi sintetici a priori possiamo distinguere l'aspetto materiale, cioè le impressioni sensibili che il soggetto riceve passivamente dall'esperienza (a posteriori), e l'aspetto formale, cioè le modalità (a priori) con cui la mente ordina attivamente le impressioni.
 
 --> RIVOLUZIONE COPERNICANA: non è la mente a doversi adeguare alla realtà, ma la realtà a doversi adeguare alle modalità conoscitive del soggetto. 

giovedì 18 aprile 2019

HUME: E GLI ESITI SCETTICI DELL'EMPIRISMO

Hume sostiene che fonte della conoscenza sono le percezioni, che si distinguono in impressioni, cioè percezioni immediate e vivide, e idee, cioè immagini ilanguidite delle impressioni.

La memoria e immaginazione consentono di conservare le impressioni e collegare le idee, tuttavia la mente non è totalmente libera, perchè procede secondo il principio di associazione, il quale opera in base a tre criteri:
  • somiglianza
  • contiguità
  • casualità(relazione tra causa ed effetto).
Le idee complesse garantiscono una conoscenza certa quando derivano da pure relazioni tra idee e una conoscenza probabile quando derivano da relazioni tra dati di fatto, le quali implicano il principio di casualità, che deriva da una tendenza soggettiva a cogliere una connessione necessaria tra due eventi successivi e contigui.

La fiducia nella regolarità dei fenomeni è frutto dell'abitudine, da cui deriva la credenza, utile per guidare la condotta umana ma priva di certezza assoluta. 

L'ETICA si fonda su criteri empirici e sul senso morale, infatti bisogna tenere distinti il piano dell'essere e quello del dover essere.
 

lunedì 1 aprile 2019

LOCKE: LA CONCEZIONE DELLO STATO E L'AFFERMAZIONE DELLA TOLLERANZA

Locke afferma che, nello stato di natura gli uomini godono dei diritti naturali alla vita, alla libertà e alla proprietà; tuttavia manca la garanzia della legalità e per questo motivo devono stipulare un contratto sociale che implica:
  • il patto di unione, gli individui si uniscono in una società civile;
  • il patto di sottomissione, i cittadini si sottomettono a un'autorità che ha il compito di tutelare i diritti naturali. 
Inoltre, afferma che lo STATO è fondato sul consenso dei cittadini, governa in modo NON arbitrario, prevede la separazione dei poteri legislativo ed esecutivo (che ha lo scopo di evitare il dispotismo).

Secondo Locke occorre tenere distinti l'ambito politico e l'ambito religioso. Il primo è finalizzato a fare le leggi e a farle rispettare e in esso vale il principio della tolleranza religiosa, fondato sul fatto che nessuna religione è superiore alle altre e la fede non può essere imposta con la forza; il secondo è finalizzato a soddisfare i bisogni spirituali, per cui la Chiesa è una società libera e volontaria.

giovedì 21 marzo 2019

LOCKE E L'INDAGINE CRITICA DELLE FACOLTA' CONOSCITIVE:

Locke afferma che le idee non sono innate ma derivano dall'esperienza, in particolare dall'esperienza esterna provengono le idee di sensazione e da quella interna provengono le idee di riflessione. Infatti la mente umana è priva di contenuti (come un foglio bianco) e acquisisce gradualmente le conoscenze con il progredire delle esperienze. 

Locke fa una distinzione tra:
  • idee semplici (di sensazione e di riflessione), le quali derivano dalle esperienze elementari e sono dotate di certezza;
  • idee complesse, che provengono dall'elaborazione delle idee semplici. A loro volta si distinguono in idee di modi, che non sussistono di per sè ma sempre in relazione a una sostanza, idee di sostanze, che sono riferite a qualcosa di esistente in sè che funge da sostrato, e idee di relazioni, che derivano dal rapporto istituito tra idee semplici. 
Inoltre afferma che la CONOSCENZA è circoscritta alle certezze sensibili (eterne o interiori), è probabile, quindi sufficiente a orientarsi nel mondo ma non assoluta, e le uniche due certezze non sensibili sono quelle dell'Io e di Dio.

domenica 17 febbraio 2019

HOBBES: TEORIA DELL'ASSOLUTISMO POLITICO

" HOMO HOMINI LUPUS" ----> " l'uomo è lupo per l'altro uomo".
Concetto di Hobbes che si traduce con il fatto che gli uomini se lasciati in libertà sarebbero in lotta l'uno contro l'altro e che hanno una natura aggressiva, di disordine e violenza; tale conflitto nasce dal fatto che tutti vogliono tutto, nessuno conosce il senso del limite, gli uomini sono pervasi dal piacere e quindi dalla ricerca di un continuo appaggamento. 
 Quindi secondo Hobbes lo stato di natura è caratterizzato da illimitata libertà individuale, che comporta una situazione di ostilità generale con il rischio di distruzione reciproca, quindi gli uomini devono rinunciare al diritto naturale seguendo le tre massime della ragione:
  1. cercare un compromesso per ottenere la pace;
  2. limitare i propri diritti in relazione a quelli degli altri;
  3. rispattare i patti:
Dalla rinuncia razionale al diritto naturale deriva la società civile, la quale è fondata, per garantire una sicurezza fra i cittadini, sul patto di unione, che implica la convergenza di molte volontà verso un solo scopo, e il patto di sottomissione, attravero cui gli uomini conferiscono tutto il proprio diritto  e la propria forza ad un sovrano.
Dai due pati ha origine lo STATO o LEVIATANO, nome che Hobbes affida al potere assoluto che in realtà è quello di una creatura mostruosa e terribile, denominazione  che Hobbes giustifica perchè il potere del sovrano è immenso, unificando in sè quello di tutti gli altri individui, diventati sudditi. Quindi Hobbes va a raffigurare il sovrano come un individuo sovrumano, dotato di una moltitudine di teste di uomini, quasi a mostare tangibilmente questa concetrazione di tutti i poteri nelle mani di una sola persona, potere ottenuto attraverso l'uso della forza o un accordo fra le persone.
Il potere assoluto non ha mai termine, se non per la morte del re, costringe all'obbedienza delle leggi, ma non è tenuto a rispettarle, ha pieno controllo delle azioni e delle opinioni dei sudditi, coincide con la legge e stabilisce i criteri del giusto e dell'ingiusto e ingloba il potere religioso.
Nonostante il sovrano abbia un potere assoluto, ha dei limiti: non può emanare ordini che mettono a repentaglio la vita o l'incolumità dei cittadini e devere lasciare un margine di libertà ai sudditi nella sfera privata.

   HOBBES: LA PROSPETTIVA MATERIALISTICA

Secondo Hobbes l'uomo è un essere naturale e corporeo e ogni conoscenza deriva dai sensi, la quale si sviluppa attraverso tre livelli:
  • sensazione: movimento sollecitato dagli oggetti sensibili negli organi di senso che reagiscono formando un'immagine;
  • immaginazione: collega le immagini sensibili trattenute dalla memoria;
  • intelletto: collega i nomi attribuiti convenzionalmente dal linguaggio alle immagini delle cose, infatti il linguaggio ha due funzioni principali, cieè serve alla memorizzazione e alla comunicazione; inoltre consente la generillazione necessaria alla costruzione dell'edificio della scienza.
Hobbes va a definire che la materia corporea è l'unica realtà e che il movimento è l'unico principio di spiegazione dei fenomeni, pertanto esiste un rigido determinismo anche in ambito etico------> bene e male coincidono con ciò che favorisce l'autoconservazione o che la ostacola e la libertà è soltanto "libertà di fare ciò che la volontà ha deciso".  

Avendo una visione materialista, Hobbes non ha una visione dell'origine in termini edenici o religiosi-----> è pessimista  e nella sua prospettiva scientifica crede che bisogna limitare le conoscenze e le verità al mondo.
Per lui le cose accadono come conseguenza di atti, non per mano di Dio, quindi OGNI COSA HA UNA CAUSA E UNA SPIEGAZIONE.